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A SCHIOVERE. Vocabolario napoletano di effetti personali

 Cari amici lettori,

oggi vi parlo del nuovo saggio di uno scrittore che adoro.

Il brano musicale associato è Napul'è di Pino Daniele.


                                                                          Titolo:    A SCHIOVERE. Vocabolario napoletano di                                                                                   effetti  personali                                                 
               Autore: Erri De Luca

Editore: Feltrinelli

Collana : I narratori

Prezzo: 20,00 cartaceo; 11,99 ebook

Pagine: 224, ill.,  Rilegato

Genere: saggio

Data Pubblicazione: 31/10/2023


La tradizione e il patrimonio napoletani si intrecciano con i ricordi dell'autore, creando una canzone di aneddoti, espressioni e curiosità linguistiche da scoprire.

"Le parole qui raccolte sono effetti personali, calli che hanno resistito sotto il guanto dell'italiano".

In queste 101 voci napoletane Erri De Luca innesta cultura e storia di un’intera città e dei suoi abitanti. Lo fa liberamente, muovendosi da una parola all’altra in maniera apparentemente casuale – “a schiovere”, come si dice a Napoli, a vanvera –, eppure tutto si tiene e diventa racconto: canzoni, film, poesie, la smorfia, ricordi d’infanzia e di una vita, curiosità linguistiche e corse di ragazzi sul basolato lucido di pioggia. “L’italiano usato in queste pagine per raccontare,” scrive l’autore in apertura, “è vocabolario aggiunto, adatto alla mia indole appartata. Lingua lenta di parole piane, è opposta all’altra sbrigativa, di parole tronche. L’italiano stava per me nei libri, silenzioso, spazioso, di entroterra. Il napoletano era portuale, carico di salsedine. Dove il napoletano scortica, l’italiano allevia. Mi ci affezionai per riparo. Fuori soffiava da ogni punto cardinale il napoletano, dentro la cameretta dei libri c’era a forma d’insenatura l’italiano. Grazie allo spessore degli scaffali imbacuccava pure contro il freddo, ’o fridd’. Senza coincidere si sono dati il cambio, escludendosi. Ma in queste pagine vanno per la sola volta sottobraccio.” Ad accompagnare parole e racconti, usciti nell’omonima rubrica settimanale del “Corriere del Mezzogiorno”, i disegni di Andrea Serio. E ogni voce è una storia da scoprire. 

Approfondimento

Una raccolta di aneddoti legata all'autore, costruita sotto forma di vocabolario napoletano che vuole conservare, tramandare, "formula di scrittura che ha la vana pretesa di durare". Non è un omaggio a Napoli, afferma De Luca, perchè Napoli non ne ha bisogno, è dotata di "autosufficienza e basta a sè stessa". Come un vocabolario è composto da voci napoletane in ordine alfabetico e ognuna di esse richiama un ricordo dell'infanzia, la spiegazione del termine napoletano legato a un aneddoto. A schiovere è proprio la maniera in cui scrive, alla rinfusa, grazie al guizzo di un ricordo, per l'appunto. Accompagnate dalle splendide illustrazioni di Andrea Serio, questa raccolta ci regala uno sguardo su Napoli poetico, ironico, nostalgico, fatto di metafore come solo De Luca sa creare. Alla voce Artéteca,ad esempio, spiega che si tratta di un'esuberanza motoria e si accompagna al verbo tenere: "Tene l'artéteca chi non riesce a stare fermo". E ancora: "l'artéteca raggiunge a mezzogiorno ritmi musicali di jazz, di ragtime, parenti di tarantelle. In altre città ci si muove come dentro un acquario, a Napoli per strada si sta in un padellone di frittura mista".
Alla voce Iamm' scrive che si tratta di un'esortazione locale equivalente a "andiamo" , nella sua formula completa è Iamm' bell! Per l'autore rappresenta l'espressione napoletana per eccellenza, "da iscrivere nello stemma di un simbolo araldico".
Simpatica la spiegazione del termine 'Mbruoglio , un imbroglio, non come raggiro ma come intreccio, narrazione. Una prima definizione napoletana di cinematografo è stata O mbruoglio int' o lenzulo, l'imbroglio nel lenzuolo, sullo schermo. Ogni storia raccontata a Napoli, dunque, era nu mbruoglio "e il cinema si serviva di un lenzuolo". A tal proposito, De Luca ricorda le sale cinematografiche piene di persone, accorse per guardare i film di Totò. 
Omm' e niente , invece, è lo spauracchio dell'età adulta, fantasma da esorcizzare allo specchio a fine giornata per escludere di esserci incappato. Un uomo da niente, offesa che però non richiama termini indecenti. "Strettamente maschile, non esiste al femminile. Nessuna donna è da niente". Non è una "sentenza definitiva, può applicarsi a una singola circostanza" Può capitare a tutti. "Il napoletano è critico verso se stesso".

Da leggere assolutamente per una prospettiva diversa su una cultura a noi cara, che caratterizza l'Italia in modo genuino e schietto. 
Il napoletano è una lingua "sbrigativa, di parole tronche". Opposta all'italiano che ha parole piane e lente, la lingua usata per raccontare, come un vocabolario aggiunto. 

Consigliato a chi non ha mai letto De Luca e chi l'ha sempre letto deve assolutamente recuperarlo.

"A Napoli succede tutto all'intrasatto, improvvisamente. La vita, la realtà locale, ha il passo di carica degli scatti bruschi, dei sobbalzi".

GIUDIZIO FINALE








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